Mike Bongiorno corso Marconi
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Mike Bongiorno visse l’adolescenza in corso Marconi, dove iniziò a fare il giornalista

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Sapevate che Mike Bongiorno, forse il più grande presentatore mai avuto in Italia, colui che ha traghettato gli italiani dalla tv in bianco e nero a quella a colori, è cresciuto nella città di Torino e proprio qui ha mosso i suoi primi passi professionali? Sì proprio così, nel capoluogo piemontese ha fatto gli studi, ha iniziato la carriera da giornalista sportivo e si è distinto a livello regionale nel salto in alto.

Mike Bongiorno bambino

Mike Bongiorno bambino (foto Fondazione Mike Bongiorno)

Dall’America a Torino a 6 anni
Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, al secolo Mike Bongiorno, è nato nel 1924 negli Stati Uniti. La sua famiglia era molto agiata: il papà Phil era un noto avvocato e fu candidato a sindaco di New York, la madre Enrica invece era di Torino, nata in una famiglia borghese. A causa del crollo della borsa nel 1929, quando Mike aveva sei anni, il padre perse tutto e ci fu il trasferimento in Italia, a Torino. Andò a vivere a casa dei suoi zii e presto iniziò a frequentare al liceo classico D’Azeglio e l’istituto Rosmini, scuola che frequentò fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale con l’invasione tedesca in Italia.

In via Marenco e in corso Marconi
Dove ha vissuto Mike Bongiorno nei suoi 15 anni (ci è rimasto fino ai 21) a Torino? Il pioniere della televisione in Italia ha vissuto in due case: prima in via Marenco e poi in corso Marconi (civico numero 22) che allora si chiamava corso Valentino. Oggi sarebbe un ragazzo invidiato da molti perché l’ultima abitazione oggi si trova a due passi da San Salvario, centro della movida per eccellenza.

Casa Mike Bongiorno corso Marconi 22

Corso Marconi 22 (foto Il Torinese curioso)

I primi passi professionali di Mike Bongiorno
Molto appassionato di sport, oltre che un atleta premiato a livello regionale nel salto in alto, il giovane Mike tramutò la passione in un lavoro passando al giornalismo quando conobbe il caporedattore della pagine sportive del quotidiano La Stampa Luigi Cavallero. Iniziò a scrivere di Juventus e Torino seguendo quotidianamente gli allenamenti delle due squadre. Oltre a questo, divenne l’inviato per le gare ciclistiche in Piemonte. Tutto terminò con la Seconda Guerra Mondiale che lo portò a rifugiarsi sulle Alpi dove entrò a far parte dei partigiani. Si dice che l’essere americano gli salvò la vita nel 1944 quando si trovò di fronte a un plotone di esecuzione.

Salto in alto Mike Bongiorno

Mike Bongiorno nel salto in alto (foto Fondazione Mike Bongiorno)

L’America e il ritorno in Italia, non più a Torino
Finita la Grande Guerra Mike Bongiorno tornò in America dove comunque continuò a fare il giornalista (questa volta non per la carta stampata, ma in radio). Nel 1952 ci fu il ritorno in Italia come corrispondente per un’emittente statunitense: ancora non sapeva che quanto sarebbe diventato famoso e importante per il nostro Paese. In poco tempo ebbe contatti con la Rai che gli propose alcuni programmi sperimentali. Quello fu l’inizio della televisione in Italia oltre che la nascita del presentatore che tutti abbiamo conosciuto. Visse lontano da Torino, ma non si dimenticò mai della città che lo aveva visto crescere.

Il ritorno a Torino per l’ultimo saluto
Nel 2009, mentre si trovava in vacanza a Monte Carlo con la moglie, fu colto da un infarto. Il Consiglio dei Ministri decide di tributargli il funerale di Stato e successivamente venne sepolto nella tomba di famiglia a Dagnente, in Lombardia, nel comune di Arona. A causa di trafugamenti della tomba la famiglia fu costretta a trasferire il feretro al Monumentale di Torino, dove infine è stato cremato.

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