Storie di TorinoStorie e curiosità

L’oscuro Portone del Diavolo tra morti misteriose e cadaveri imprigionati

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Portone del Diavolo

A Torino, soprattutto in centro, ci sono dettagli che raccontano storie e leggende che riportano indietro nel tempo anche di centinaia di anni. Oggi vi racconto di un Palazzo di via XX Settembre diventato famoso per il suo portone, chiamato Portone del Diavolo, e per le morti misteriose avvenute al suo interno.

Inutile ricordare come Torino sia la città più legata alla magia nera (e a quella bianca) al mondo. Se piazza Statuto è il cuore nevralgico dell’esoterismo, sparsi per la Città ci sono luoghi legati indissolubilmente all’oscuro. Uno di questi oggi è la sede principale della Bnl a Torino e si trova tra via XX Settembre e via Alfieri. La particolarità è il suo portone, chiamato appunto Portone del Diavolo, e fu voluto da Giovanni Trucchi di Levaldigi, conte e generale delle finanze di Carlo Emanuele II e proprietario del Palazzo nella seconda metà del Seicento. Il portone venne scolpito a Parigi e fu riccamente intagliato e adornato di fiori, frutta, animali e amorini: ma non solo, la sua leggenda infatti nasce dal batacchio centrale che raffigura un diavolo con attorno due serpenti le cui teste si uniscono al centro. Questa è la storia. Ora passiamo alle leggende oscure e misteriose che ruotano attorno a questo edificio.

Vi ho appena raccontato che il portone fu commissionato dal conte Trucchi di Levaldigi. Bene, dimenticatelo perché la leggenda narra ben altro. Si dice che un apprendista stregone, una notte, invocò le forze del male e Satana, infastidito, sarebbe intervenuto facendo comparire il portone dal nulla e rinchiudendo per sempre quel novello mago dentro il Palazzo. Ovviamente avendolo fatto comparire lui stesso, non poteva che chiamarsi Portone del Diavolo e avere proprio lui al centro.

Quel che raccontano quegli intagli nel legno sono anche morti misteriose. In particolare due. La prima è datata 1790 quando il Palazzo non era più di proprietà dei Levaldigi, ma Marianna Carolina di Savoia, la decima figlia del re Vittorio Amedeo III di Savoia. Questa era solita dare feste e ricevimenti e durante uno dei suoi eventi una ballerina venne uccisa a pugnalate. Quella notte a Torino si scatenò un terribile e insolito temporale e tutti gli invitati scapparono dal Palazzo senza che venisse mai scoperto il colpevole né tantomeno ritrovata l’arma del delitto.

Un’altra morta misteriosa ci porta a fine Ottocento ed è legata a un giovane, tal Melchiorre Du Perril, che a Torino era solo di passaggio. Trasportava documenti segreti molto importanti e, per nascondersi durante la notte ed evitare di essere trovato, decise di entrare dentro il Palazzo di via XX Settembre pensando di poter stare tranquillo fino all’indomani. Quello che però non sapeva era che in realtà non avrebbe più rivisto la luce del sole. Dal Palazzo non uscì più e nessuno seppe più nulla di lui e dei documenti che trasportava. Almeno fino a quando, 20 anni dopo, venne ritrovato uno scheletro, imprigionato e sepolto in piedi, dietro le pareti in muratura all’interno del Palazzo.

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