Primo Stadium Torino
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Quando a Torino non c’era il Politecnico ma uno stadio… e si cacciavano cinghiali

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Oggi ho scoperto una cosa nuova. Il primo stadio costruito a Torino risale al 1911 e non era lo stadio Comunale, come erroneamente credevo, ma era una struttura incredibilmente grande, polifunzionale, costruita dove oggi ci sono invece il Politecnico, l’istituto tecnico Sommelier e il liceo scientifico Galileo Ferraris. Insomma, per farvi capire, l’area dello Stadium era compresa tra gli attuali corso Duca degli Abruzzi, corso Einaudi, corso Castelfidardo e corso Montevecchio con dimensioni 361 metri di lunghezza per 204 di larghezza. Insomma un bestione rispetto agli stadi attuali, uno dei più grandi mai progettati nella storia dello sport.

Uno stadio enorme ma con un grosso problema
Lo Stadium contava oltre 40mila posti a sedere e altri 30mila in piedi. Tanti, tantissimi all’epoca. Ma proprio qui nacque il vero problema dello Stadium. Gli spettatori infatti non vedevano nulla date le dimensioni della struttura. E questo la portò inesorabilmente alla chiusura nel 1938 e alla demolizione nel 1946. Composto da due emicicli, divisi in dieci settori, lo stadio ospitava il palco reale, posto sul lato lungo opposto all’ingresso, e gradinate su cui, ogni tre scalini, era fissata una fila di sedili in legno, per un totale di 15 file. In cima agli spalti c’era una “genialata”: un camminamento coperto da cui si poteva ammirare il panorama della città e dell’arco alpino circostante. Spettacolare.

Calcio? Sì ma solo marginalmente
Leggendo le prime righe avrete sicuramente pensato a uno stadio di calcio. In parte la risposta è vera, infatti metà della parte “giocabile” era dedicata a un rettangolo verde, ma di calcio se ne è visto poco, appena cinque partite di cui tre della nazionale, una della Juventus e una del Torino. Per il resto è stato un centro sportivo invidiabile, dedicato di fatto ai maggiori eventi pubblici della città per i primi trent’anni del Novecento. La costruzione risale al 1911 per l’Esposizione Internazionale che si svolse a Torino. Seppur molti eventi ebbero come palcoscenico il parco del Valentino, lo Stadium rappresentò la bomboniera di una città in forte espansione. Dalla progettazione alla realtà in soli dieci mesi, il primo evento che lo inaugurò fu una rappresentazione di un saggio ginnico eseguito da 6mila allievi delle scuole municipali di Torino, alla presenza delle autorità e del re Vittorio Emanuele III. Venne ancora utilizzato per svariate competizioni ginniche nazionali e internazionali, ma anche per il Concorso ippico internazionale, per girarvi il colossal In hoc signo vinces, per gare di pallone elastico, serate pirotecniche, corride, corse ciclistiche e motociclistiche, gare automobilistiche, mostre d’arte, mostre di cani, circhi equestri, rappresentazioni teatrali, celebrazioni militari e religiose, proiezioni cinematografiche estive e addirittura una singolare caccia al cinghiale. Sì avete letto bene, una caccia al cinghiale. Ve ne parlo tra poco.

La caccia ai cinghiali alla Stadium
Se prima vi siete immaginati uno stadio da calcio, ora forse starete pensando a un anfiteatro con i gladiatori intenti a inseguire i cinghiali. No, non è andata proprio così, ma è un’immagine che almeno a me è continuata a venire in mente. In realtà andò così: vennero portati a Torino dalla Sardegna una decina di cinghiali. Fino al giorno dell’evento furono tenuti in una villetta di via Parella, quartiere Barriera di Milano. Loro sarebbero state le vittime sacrificali dei cacciatori che, per l’occasione, indossarono costumi regionali. Questo sicuramente fu l’appuntamento più assurdo che si svolse nello Stadium.

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